giovedì, settembre 08, 2005

Sono fatto così


Sono uno che ha molto soffritto nella vita e forse proprio per questo ho sviluppato una certa sensibilità (e pure un certo peso). Sono contemplativo, crepuscolare, rifuggo gli estremismi e le tinte forti: ho perfino l'intestino tenue. Sessualmente sono minimalista, forse perchè sono nato mentre la senatrice Lina Merlin chiudeva i casini. Rimango comunque devoto alla Gnocca, seppure scarsamente praticante. Ogni tanto una prece e via. Non vado mai a funerali. Al mio ci sarò, ma controvoglia. Sono pure pelandrone. Non faccio mai domani quello che avrei dovuto fare oggi. Non lo faccio e basta. Se non fai mai, non ti si accumula niente. Sono ottimista per eredità genetica. Mia nonna diceva sempre che quando è l'ora di prenderla in culo pure il vento ti alza la gonna. E poi mi piace il mare. Non c'è niente da fare, chi nasce al mare ha una visione ben diversa della vita rispetto a chi nasce tra tanta terra. Al mare esci dal ventre di tua madre e subito devi fare i conti con la linea dell'orizzonte. La prima cosa che ti chiedi è che cazzo c'è di la? O forse no. Probabilmente la prima cosa che ti viene da chiedere, che tu nasca al mare o con i piedi ben piantati sulle Alpi, è: "dove cazzo sono le tette?". Sono nato in cantina con una passione congenita per l'acqua. Nato di terra insomma, ma cresciuto di lago (li sai perfettamente cosa c'è di la, per cui ti manca solo di imparare dove sono le tette). Garda era la Rimini di noi ragazzini della Valpolicella. In motorino ci si arrivava in venti minuti, col mito delle tedesche nei calzoni. Poi non si beccava nulla e allora si facevano dei gran bagni. Un pò per la calura. Un pò per raffreddare i bollori non corrisposti. Ma allora ci sembrava divertente anche così. Fino ad una certa età non sono mai riuscito a distinguere Dotto (il nano) da padre Pio. Stesso nasone, stesso volto rubizzo e stessa barba. Poi ho capito: il primo ha gli occhiali, il secondo ha le mani bucate. Quelle le ho anch'io, però non mi fanno santo. Ad un certo punto mi sono sposato. Sono li, non so che fare, ho sta ragazza che mi gira intorno da una decina d'anni. Così un giorno le chiedo: "Ci sposiamo?". Le mi fa "Ma dai, sei scemo?". E ci sposiamo. Dopo un pò la redarguisco e le dico: "Quando non sai che fare, dammela". Lei dice: "Va bene". E da allora ha sempre un qualcosa da fare.

mercoledì, settembre 07, 2005

Sono un poeta e un pobeta

MERIGGIO
Già l'imbrunir mi coglie immantinente
nel mio professionale fare niente.
E mentre il sole muore dentro al fosso
sublimo la mia pace col vin rosso.
All'orizzonte i colli sono neri.
Pian piano mi s'offuscano i pensieri.
E il naufragar m'è dolce in questo bar.


PRIMAVERA
La tua pelle è un prato di viole,
le tue labbra acqua fresca da bere.
Sei la primavera che non finisce mai.
Non c'è più la mezza stagione.


NATALE IN CASA RIOLFI
L'aria de festa
su l'albero de Natale
la suppia forte
e la fa girar le bale.


INDORAMI
Il mio cuore è cipolla
che s'indora al tuo dolce, misurato, sobbollire.
Siamo al mondo per soffriggere


SALUTE E BACI
Quel bacio fugace che mi lanciasti
sul mio cuor ebbe effetti nefasti.
Mi hai rovinato nel fiore degli anni.
Ti ecciterò per danni.


BELLA SCOPERTA
Mi piace scoprirti giorno dopo giorno.
Di questo passo ti tolgo le mutande tra sei mesi.


OCCHI BLU
Ti ho guardata io.
Mi hai guardato tu.
Ti ho strizzato l'occhio
e adesso ce l'hai blu.


OVVIO
A leggere di calcio sul giornale
seduto al tavolino di un locale,
son colto da un quesìto originale:
è meglio un sopravvivere bestiale
o far vita giocosa e passionale?
Se ai più il pensiero suonerà banale
ad altri invece apparirà geniale.
E' l'ovvio che vuole la sua parte.


POESIA BREVE
Gianluca Pagliuca.
(la rima baciata
dell'uomo in parata).


RITORNO
Il dolce sentore del mare
che sciacqua al tramonto
è scemato.
Quì s'odon soltanto dei gemiti
e un grido che s'alza improvviso:
"Ho cagato!".


AMORE E INTERESSE
Ho un sospetto, un dubbio, un se.
E' un pensiero incontrollabile.
Non sarà che stai con me
solo perchè sono passabile?


INFLUENZE
Sei calda come pane la mattina,
fresca come acqua alla sorgente.
Sto per fare una congestione.


FIESTA
E' tutto il giorno che ti amo.
Adora e ama, ama e adora.
Adesso non ci vedo più dalla fame.
Non vedo l'ora di farti la fiesta


CUORE
Mi sei entrata nel cuore
e nel cervello.
Nel fegato
non c'era un buco libero


L'ARABO INFELICE
C'è un'arabo di Sharm
che invero ha poco charme.
Già: l'uomo con turbante
non sempre è conturbante.


PASSIONE
La passione riempiva la notte e anche il dì,
ma nei modi si era diversi davvero.
Io godevo cercando il tuo punto gì,
tu vogliosa strizzavi un mio punto nero.


BARBECUE
Cuocimi mio amore dagli ardenti baci.
Sono costoletta sul tuo letto di braci


DONGINO
Mio cugino insegna e ha un'idea fissa:
vuole fare il prete per poi dire messa.
Per poter vestire i suoi sacri abiti
prenderà i voti correggendo i compiti.

GIORNALISTI
O forse siamo solo presuntuosi
e l'editor non ha poi tutti i torti,
se per farci sentire belli vivi
ci fa riempire i buchi attorno ai morti.

NATALE FLAMBE'
Le lucette fan cic ciac
e succede el patatrac.
L'alberello me se infiama,
ziga i fioi e anca la mama.
Si, ma mi no me la togo:
l'è un Nadal proprio "da fogo"!